Novembre 2012
2 Editoriale
Non mi sono mai sentito così vivo
di Fabio Picchi   
Sono morto, e quanto è vero i’ Dio, o chi per Lui, non vi dirò niente su chi fossi io.
Niente sul quando è sul come, se ero di sinistra o di sinistra altra parte, se ero alto o basso, se partecipavo o ululavo il mio rancore nei bar sotto casa. Non vi dirò niente su chi fossero o sono i miei figli, mia moglie, nessuna indicazione su amici e tanto meno nemici.
No, non vi dirò un bel niente per farmi riconoscere e, di conseguenza, giudicare per quel che ero.
Dovrete solo prendere, senza alcun giudizio, quel che dico per quel che è.
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4 Occhio di bue
Bucchi 2012
di Massimo Bucchi   
 
6 In scena
Comici fatti di sangue e Ticket Tac
di Tommaso Chimenti   

È una vita che si dice che il teatro è morto.
È talmente morto che caracolla come uno zombie, rinasce dalle ceneri come l’Araba Fenice, si trasforma, tramuta, ha fatto di sé un dead man walking.
Ma comunque c’è.
La spina non è stata staccata.

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8 Huesos
Pilar 2012
di Pilar Roca   
 
10 Sintesi esaustiva
Noi rintontiti dall’idea fissa dell’eterna giovinezza
di Milly Mostardini   
Esce il numero 48: quante dita incrociate, segni di corna, toccamenti sotto e sopra la tavola, su ferro o legno, ogni volta che alla tombola usciva quel numero fatale. Oppure seguiva un silenzio sapiente, oppure dal fondo una serie di battutacce scaramantiche. Il 48 aveva un certo segno linguistico definitivo: come dire la briscola in due, contare quanto il 2 di briscola, l’asso pigliatutto, fare a tresette o poker con il morto.
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12 Emozioni
Sorpresa: invece di scendere l’ascensore sale
di Raffaele Palumbo   

Un attimo, zac, e sono dall’altra parte.
Come è successo, francamente non mi interessa nemmeno più.
Quello che ora so è che mi ritrovo davanti a questo ascensore modernissimo, acciaio luccicante e led luminosi, con sopra la scritta inferno.
Eh già, questo lo sapevo dall’inizio.
Ho passato una vita a mangiare preti e a bestemmiare e a negare l’esistenza di Dio e insieme a maledirlo, per cui, cosa potevo aspettarmi.

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14 Ri-cercata
Come terapia salva-vita
di Clara Ballerini   
Due molecole si incontrano, si riconoscono e una cellula muore. Come? Fas incontra FasL e il materiale genomico contenuto nel nucleo cellulare si sbriciola grazie all’attivazione di una delle più studiate vie di morte delle nostre cellule.
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16 Riflessioni
Tutto sommato non è stato poi tanto difficile
di James Bradburne   

In the end, dying was rather easy, and far less stressful and frightening than I had imagined.I had always been afraid of dying, of waking up alone in bed, cramped with chest pain or gasping for breath, perhaps collapsing on the hard tile floor of the bathroom, my head broken open by the white porcelain of the toilet after a vain attempt to find the nitroglycerin.
As it happened, I did die at night, in my bed.

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18 Lasciate che i bambini
Il vicino di casa del Bernini
di Tomaso Montanari   

È morto, e parla. Dopo trecentocinquant’anni, il medico portoghese Gabriele Fonseca continua a sussurrare qualcosa, nel buio della sua cappella, in una chiesa di Roma.

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20 Di line e di lane
La tombola della vecchia Cecì
di Pietro Jozzelli   

48, morto che parla. E perché non 88, gli occhialoni del Gori; 22, le carrozzelle; 77, le gambe delle donne e via enumerando?
Dico questo perché ho notato che i numeri a doppia valenza (nel caso del 48 sinonimo di jella e momento imperdibile della tombola) vivono vite dissociate: ora prevale un significato, ora l’altro, mai insieme. Per me la fortuna di questo numero non ha niente a che fare con la tradizione della Smorfia ma deve il suo riconoscimento al tavolo da gioco della vecchia Cecì, dove le serate d’inverno si vestivano di una calda atmosfera al ritmo dei novanta numeri fatati.

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22 La valigia dell’attore
Quando usciva quel numero la Cirilla mi guardava e rideva
di Alessio Sardelli   

Con il sopraggiungere dell’inverno arrivano le giornate uggiose, quelle piene e gonfie di pioggia dove il povero pedone sfugge alle mitragliate d’acqua provocate da rabbiose ruote che senza pietà cercano inesorabilmente una tua risposta di disprezzo mista ad un mezzo vaffa ormai rassegnato di fronte alla totale infradiciata.

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24 Emozioni
Niente paura, meglio un po’ di curiosità
di Maria Cassi   

Non é facile parlare di morte, o se ne ha un po’ paura, o siamo un po’ scaramantici, sicuramente è la cosa che più ci fa sentire incerti, insicuri, piccoli, terreni. Ogni tanto di fronte alla tracotanza di certe persone mi chiedo: “Ma non pensa mai che tutto questo prima o poi dovrà finire” e allora perché essere così attaccati alla vita materiale.

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26 Staino
Staino
di Sergio Staino   
 
28 Un verre de vin rouge
Un sorso di Giulio zittisce i francesi
di Ugo Federico   
Era il 1902 quando un enologo estroso e capace decise per orgoglio di produrre un vino spumantizzato in italia che non avesse nulla da invidiare ai grandi Champagne francesi. Così inizia il sogno di Giulio Ferrari, che ormai centodieci anni orsono produceva pochissime bottiglie ad un costo veramente proibitivo.
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3 Da Tel Aviv
“C’è per caso qualche nuovo libro in Yiddish?”
di Sefy Hendler   

Il Giudaismo crede che un giorno i morti risorgeranno. Accadrà con l’arrivo del Messia, magari anche domani. Tuttavia, finché quel glorioso giorno non arriverà, ci si dovrebbe preparare mentalmente, ma anche praticamente. Gli ebrei sono persone molto pragmatiche: ad esempio, ci sono quelli che comprano delle belle proprietà dove venire sepolti, che gli serviranno in quel giorno speciale in cui il Messia finalmente entrerà a Gerusalemme.

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5 Morto che parla 2
By James O'Mara
di James O Mara   
 
7 Gesti teatrali
Gigetto chiuse la finestra per la sua Tina
di Alberto Severi   
I morti, si dirà, parlano solo nei sogni, a suggerire i numeri del lotto. Ma allora, scusate tanto, il 47, o, secondo altri, il 48 – corrispondente per la Smorfia napoletana appunto al morto che parla – dovrebbe uscire sempre... Mah. Comunque sia: nei sogni soltanto, parlano i defunti.
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9 Gatti
Un gatto ha sette vite. O forse sono nove?
di Kate Mc Bride   

Around the Mediterranean, cats enjoy seven lives. You might also hear, “Ogni vita dovrebbe avere sette gatti”, “Every life should have seven cats”. We and Arnie couldn’t agree more. Across the English channel, Shakespeare increased the number of lives of the common cat by two when Mercutio made his declaration to Tybalt in Romeo & Juliet.

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11 Pieni d’Islam
Totò e i numeri dell’abjad
di Giovanni Curatola   

Santa pazienza! “47 morto che parla!” che c’azzecca con l’Islam? Poco. Certo, in questi casi c’è sempre l’abjad, la scienza della numerologia araba, erede diretta o indiretta della Kabbalà ebraica.

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13 Percorsi
L’importante è sognare
di Massimo Niccolai   
La terra campana ha prodotto una fauna umana bellissima piena di sonorità, coniugata ad una gestualità che definisce un linguaggio che non ha pari in altri luoghi, ma soprattutto direi piena di speranza.
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15 Morto che parla 3
By James O'Mara
di James O Mara   
 
17 Il popolo del blues
Sempre in ascolto di Kerouac
di Giulia Nuti   
St.Petersburg, Florida, 21 ottobre 1969. Ubriaco, depresso, allo sbando, moriva così uno dei poeti della beat generation, Jack Kerouac. Vita intensa, rivoluzione, viaggi, rifiuto delle convenzioni sociali, passione e distruzione. Il suo On the road, Sulla Strada, è considerato il romanzo manifesto della generazione beat.
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19 Classika
Suona gratis la meglio gioventù
di Gregorio Moppi   

Lanostra meglio gioventù, nella musica, ha tra i 20 e i 30 anni. È quanto avrebbero potuto essere, alla loro età, i trenta-quarantenni di oggi, che però a un certo punto hanno perso il filo di sé e della storia che gli stava attorno ritrovandosi spaesati: anagraficamente troppo adulti per potersi sentire ancora ragazzi, socialmente ancora ragazzi per collocarsi tra gli adulti.

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21 Dylan Bob
Quelle parole sempre presenti
di Marco Poggiolesi   

Nella Sera dei miracoli, l’Uomo in nero apparve proprio dietro Via del Campo e senza perdere tempo cominciò La canzone della redenzione.

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23 Morto che parla 4
Morto che parla 4
di James O Mara   
 
25 Cinema
Avari e tesori
di Juan Pittaluga   

Achille, Jésus, Giordano Bruno, Gandhi, le Che, sont certains des héros altruistes que notre modernité célébre. Puis nous leur avons inventé des condisciples plus fragiles, plein des failles humaines, comme le Quijote de Cervantes, la Bovary de Flaubert, le Bartleby de Melville, le Raskolnicov de Dostoïevski, ou le Geoffrey Firmmin de Lowry.

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27 Una stella a Firenze
Guercino svelò il segreto dell’Arcadia
di Stella Rudolph   

Il mito dell’Arcadia è un punto fisso nella letteratura sin dai tempi di Teocrito e Virgilio, passando attraverso il ‘500 con Sannazzaro e Tasso per sfociare nella creazione dell’omonima accademia romana, su iniziativa della regina Cristina di Svezia nel 1690, volta al rinnovamento della poetica in senso classicistico.

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29 L’orto
Meglio coltivare lontano dal tasso
di Stefano Pissi   

 

Il tasso (Taxsus Baccata L.) è una gymnosperma, come pini e abeti, ma di mole minore rispetto ad essi. Agrifoglio, pungitopo e tasso nell’era del Cenozoico, costituivano il soprassuolo arboreo dominante, al posto degli odierni pini e abeti, e per questo motivo erano di dimensioni molto maggiori.

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